Tavola comparativa delle voci

La nostra gamma

La nostra gamma di voci è basata su novanta anni di storia. Oggi Voci Armoniche propone a musicisti e a costruttori di strumenti aerofoni a mantice il meglio della tradizione produttiva italiana, con il suo sviluppo ulteriore nel segno dell’evoluzione e del miglioramento.

L'incertezza intorno alle voci è una costante “storica”. In parte è dovuta alla difficoltà di valutazione tecnica della voce, perché oggettivamente è complessa, e in parte alle variabili cui la voce è soggetta nei somieri e nello strumento, che sono altrettanto complesse. Tutto ciò ha portato a semplificare eccessivamente, pur di avere dei riferimenti; e spesso a sopravvalutare o a sottovalutare le voci.

La classificazione più diffusa delle voci che le suddivide in tre gruppi, industriali, tipo a mano e a mano, in base al prezzo, all'intensità di valore artigianale e alla qualità, è solo indicativa e rischia di essere semplicistica e imprecisa se presa alla lettera. È anche una classificazione datata, che non considera i mutamenti del contesto produttivo, già avvenuti e in divenire. E soprattutto non considera le differenze che esistono tra le stesse categorie di voci dei diversi produttori: al di là della definizione o del nome, esiste la realtà concreta delle voci, della loro diversa qualità intesa come potenziale acustico.

Voci Armoniche, negli ultimi anni, uscendo dagli schemi del passato, ha avvicinato la qualità tra i diversi tipi di voci verso l'alto, migliorando il potenziale acustico in tutta la gamma; in parallelo abbiamo maggiormente caratterizzato le diverse tipologie di voci sul piano acustico. Una doppia qualificazione, che ha aumentato la qualità di prodotto, ed insieme l'ha differenziata. Oggi ciascun tipo delle nostre voci ha il suo proprio colore più vivido e intenso.

Questa tavola comparativa si riferisce esclusivamente alle voci di nostra produzione. Non è applicabile in alcun modo alle voci in generale. La gamma si articola in quattro tipi di voci: per ciascun tipo abbiamo evidenziato le caratteristiche tecniche principali, in ultimo quelle acustiche, che sono le più importanti per chi suona e per chi costruisce lo strumento. È la tavolozza dei nostri colori: un riferimento per scegliere ciò che più risponde alle proprie esigenze musicali e di gusto.

Tavola comparativa delle voci

  Super Durall Tipo a mano A mano BlueStar®
Descrizione sintetica Voce in lega di alluminio 2000, affidabile, essenziale, alto potenziale acustico, ottimo rapporto qualità-prezzo, made in italy Voce professionale di alta gamma, classica e versatile, eccellente potenziale acustico: l’originale voce tipo a mano, made in Italy Voce professionale di alta gamma, classica, da concerto, eccellente potenziale acustico: la voce dell’autentica tradizione artigianale italiana Voce professionale, top di gamma, elevatissimo potenziale acustico. Eccellente, innovativa, essenziale, non-imitabile, made in Italy
Piastrino
materiale
Lega di alluminio
2000
Lega di alluminio
2000
Lega di alluminio
2000
Lega di alluminio
2000
Linguetta
materiale
C100S
nastro larghezza 120
C100S
nastro larghezza 120
C100S
nastro (nastrino) larghezza 8-10
C100S
nastro larghezza 120
Linguetta
geometria

Moderatamente trapezoidale

Moderatamente trapezoidale

Tendente a parallela

Tendente a parallela

Linguetta
quadro
Medio Grande Grande Grande
Linguetta
qualità profilo
★★★★★ ★★★★★ ★★★★★ ★★★★★
Precisione della luce tra linguetta e piastrino ★★★★☆ ★★★★ ★★★★★ ★★★★★
Finitura ★★★☆☆ ★★★★☆ ★★★★★ ★★★★★
Timbro / Carattere acustico Classico, vivace, flavour intenso, ricco, definito, brillante, equilibrato. Classico, consistente, flavour intenso, ricco, definito, brillante, equilibrato Classico, da concerto, flavour intenso, ricco, definito, pieno, equilibrato. Classico, da concerto, flavour intenso, ricco, definito, bilanciato, pieno, proprio all’altezza di ciascuna nota, finemente equilibrato nella coerenza d’insieme nelle diverse ottave.

Voci a mano, tipo a mano e commerciali

Approfondimento: la realtà oltre i luoghi comuni
  • Che, in generale, le voci a mano siano tra le voci più costose è vero: ma non è vero che sono interamente fatte a mano. Già dagli anni Venti del secolo scorso gli artigiani italiani che facevano le voci a mano utilizzavano il semilavorato, linguette dal nastrino e piastrini, prodotto nelle fabbriche in modo industriale e lasciato appositamente incompiuto, per poi minuziosamente aggiustarlo e rifinirlo a mano. Erano già allora molto limitati i casi di linguette integralmente fatte a mano.

    Il profilo di una linguetta finito a mano si diceva in gergo “tirato”. Da decenni non esiste più nessuno che realizza interamente il profilo della linguetta a mano con la lima a triangolo partendo dal pieno. E non esistono più neanche quegli artigiani che eseguivano individualmente tutte le fasi del montaggio di una voce a mano. Una voce integralmente realizzata a mano, come avveniva negli anni Trenta, oggi costerebbe dai 15 ai 20 euro l'una, e non è affatto scontato che sarebbe migliore di una di oggi fatta a regola d’arte.

    Non è neanche scontato che una voce a mano fosse eccellente solo perché era fatta a mano; oggi, a maggior ragione, il fatto che una voce abbia il bordo del quadro della linguetta blu, cioè la cui linguetta è stata prodotta con il nastrino, non è di per sé stessa una garanzia di alta qualità. Il bordo blu del quadro della linguetta della voce a mano è ciò che più facilmente la identifica allo sguardo: per questa facilità esteriore di identificazione, il bordo blu del quadro è diventato la caratteristica distintiva della voce a mano. I bordi blu della linguetta, nei due lati del quadro, sono gli stessi del nastro di acciaio dal quale essa viene ricavata, che è stretto otto millimetri per le voci, e per questo è detto “nastrino”.

    Non è vero poi che l’acciaio del nastrino con il quale vengono fatte le linguette a mano, rispetto a quello del nastro, ha caratteristiche “superiori”: ciò che cambia è solo il formato, non le caratteristiche metallurgiche, che sono le stesse. Il suo impiego, per la realizzazione delle voci a mano fu preferito in quanto era più facile, con le limitate attrezzature dell’epoca, ricavare le linguette dal nastrino, più stretto, rispetto al nastro, ben più largo.

    Un aspetto importante delle voci a mano era, e lo è anche oggi, il contenuto di qualità acustica della voce, che allora si raggiungeva per mezzo dell'abilità artigianale. Il semilavorato delle aziende infatti necessitava di interventi di aggiustamento e minuziosa finitura per arrivare ad una voce molto precisa nella luce tra linguetta e piastrino, e ad una linguetta sagomata a regola d'arte.

    La “bombatura” è il risultato della smerigliatura della superficie della linguetta effettuato a mano con un metodo specifico. La smerigliatura rifiniva il lavoro precedente della lima che sagomava l'ancia, ed era effettuata con una stecca in legno, sulla quale è fissata la tela abrasiva. La voce a mano bombata oggi è una versione della voce a mano con la smerigliatura della superficie della linguetta eseguita a mano.

    Oggi una voce a mano, per essere tale, dovrebbe avere la ribaditura rigorosamente effettuata a mano, alta precisione tra linguetta e piastrino, e una linguetta lavorata a regola d’arte in ogni suo aspetto. Inoltre una cura estetica e formale impeccabile, che riguarda tutta la voce, dalla forma della testa del ribattino con le sfaccettature radiali alla lucidatura della superficie del piastrino.

    A volte sopravvalutata, dagli anni Novanta del secolo scorso la voce a mano vive in un immaginario coltivato sovente per motivi commerciali, nell'evocazione di un passato mitizzato là dove il presente manca di risorse ideali e creative per guardare al futuro. Si dovrebbe diffidare di chi propone delle voci che delle voci a mano hanno solo l’apparenza – il bordo del quadro blu – senza averne il contenuto, ovvero il potenziale acustico. Ci sono voci cosiddette a mano che a malapena sono voci tipo a mano fatte con la linguetta del nastrino; altre che ne hanno solo il nome, non la sostanza, né la finitura e neanche la grazia.

  • Luigi Antonelli, nei primi anni Cinquanta, inventò la voce tipo a mano perché dagli artigiani delle voci a mano non riusciva ad ottenere una qualità uniforme e costante. Ogni artigiano infatti aveva il suo tratto, com’è naturale, e faceva voci diverse pur trattandosi probabilmente di voci a mano di buona fattura. Inoltre le voci a mano, poiché erano fatte a mano, erano disponibili in piccole quantità che non coprivano la domanda. Luigi Antonelli, correttamente, ideò e realizzo una valida alternativa alla voce a mano, lasciando però alla voce a mano la sue caratteristiche originali senza alterarle e impoverirle. Per questo la chiamò voce tipo a mano.

    Anche le voci tipo a mano, necessitavano della correzione dell'artigiano che montava il semilavorato per conto dell’azienda. Ma poiché il semilavorato era migliore, all'artigiano erano richieste minori competenze e minore tempo di esecuzione, ma sempre e comunque grande cura nella precisione della luce tra linguetta ed asola del piastrino, nell'affinazione del tono e nella finitura anche estetica, come ad esempio la forma della testa del ribattino con le sfaccettature radiali e la pulizia del lavoro. La voce tipo a mano fu un grande successo: rese disponibile una voce ottima, costante nel suo carattere acustico, ad un prezzo inferiore rispetto alla voce a mano.

    Oggi, per Voci Armoniche, la voce tipo a mano mantiene inalterata l’idea originale di una voce di alta gamma: un’alternativa alla voce a mano, diversa ma simile, con le sue proprie caratteristiche acustiche di grande pregio.

  • Per quanto riguarda le voci più economiche, che possono definirsi in modo generico commerciali, è vero che sono le voci che costano meno, ma non è vero che la loro produzione, in Italia, era ed è tuttora completamente effettuata con mezzi meccanici. La denominazione di voci industriali o “prodotte meccanicamente” è ambigua, e probabilmente si riferiva, in passato, non alla produzione del semilavorato, ma alle fasi del montaggio, caratteristica quest'ultima delle voci tedesche degli anni Trenta e di quelle Cecoslovacche, che derivano dalle tedesche. Infatti la meccanizzazione nella produzione del semilavorato, introdotta nel distretto di Castelfidardo già dagli anni Venti, contribuì in modo decisivo al miglioramento delle voci italiane. Fu invece la capacità tutta italiana di finire e rifinire la voce manualmente, nelle fasi organizzate di montaggio, che rese le voci italiane le migliori, superando quelle tedesche in qualità.

    Oggi il loro montaggio, nel nostro caso, prevede sia fasi manuali che richiedono competenza e abilità; sia passaggi meccanizzati, sottoposti ad accurato controllo degli aspetti funzionali della voce, che assicurano l’eccellente qualità complessiva della voce. Inoltre il semilavorato impiegato per le nostre voci super durall è eccellente, avendo in comune con il semilavorato delle voci di alta gamma gli elementi costruttivi fondamentali.

    Dunque non è vero che, in assoluto, la qualità delle voci commerciali è inferiore alle altre due, le voci a mano e tipo a mano. Dipende da cosa si intende per qualità. E dipende soprattutto da chi è il produttore delle voci, cioè dal modo in cui sono fatte e dove sono fatte, come del resto per tutte le voci. E dipende anche, moltissimo e sempre, da come le voci sono montate e valorizzate nello strumento.